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mercoledì 10 luglio 2013

7' tappa: Viana/Navarrete (22 km)


Ieri sera il massaggio è stato qualcosa di celestiale, dopo dormivo in piedi. Stanchissima ho mangiato e mi sono accasciata sul mio letto triplo. Ho dormito, tanto, nonostante il caldo micidiale. 
Ieri ho fatto questo acquisto tanto ambito tra pellegrini (non avrei mai pensato di poter mettere ai piedi sta roba): 
Si vedono les ampollas bucate con ago e filo (il filo deve rimanere lì per far drenare il liquido, in modo da far guarire prestissimo la vescica), quella del tallone destro è guarita. 
Credo di non avere mai fatto acquisto più azzeccato! 
Infatti stamattina sono andata alla grande... 
Ho incontrato tantissima gente e in tutti ho notato un rispetto attento e sensibile verso il pellegrino che va verso Santiago. Io, che amo parlare spagnolo, spesso mi fermo a scambiare due parole, soprattutto coi vecchietti, che tra l'altro sanno dare notizie curiosissime dei luoghi. Sono fantastici! 
 ...e infatti di buona lena, lascio la Navarra ed entro nella Rioja, terra ricca di vini, soprattutto il tempranillo e garnacha. 

Spesso si trovano dei banchetti caratteristici con frutta, gadget, dolcetti...escono fuori proprio quando ne hai bisogno! 
Verso le 10 arrivo a Logrono, un centro abbastanza grande. 

Si entra in città attraverso un ponte di pietra sopra l'Ebro, costruito nel XI secolo da Santo Domingo de la Calzada e da San Juan de Ortega. 

Le cicogne poi fanno il nido ovunque... 
Questi sembrano i piedi di un cartone animato, invece sono i miei...!!! 
Non se possono guardà!!! ;-) 
Facciata della cattedrale di Santa Maria la Redonda, dopo aver fatto colazione. 
Qui scatta la candelina per la Ferna che me l'ha chiesta! 
Devo trovare un correos (ufficio postale), devo assolutamente liberarmi di un po' di peso.
Dopo aver girato un po' la città, lo trovo. Invio ben 2,5kg a mio fratello a Barcellona (11€ spesi benissimo)! 
Adesso rimango con i miei 7kg, il peso ottimale, tant'è che adesso salgo anche sui monumenti! 
Mangio una mela, un po' di mandorle e via, fino alla prossima meta! 
Dopo l'uscita da Logrono si attraversa un parco bellissimo: La Grajera. 

...e poi arriva lui: Marcelino, Lino per los amigos. Lui arriva lì alle 6:30 del mattino, sul suo tavolo ci sono biscotti, frutti, dolcetti e un sacchetto per i soldi. Lui è lì per dare forza ai viandanti, mi parla, poche parole...e mi fa emozionare. Ha gli occhi sinceri, buoni e di una vitalità unica. Mi abbraccia e mi bacia.  
Che forza che ha! 
Si scende poi fino a Navarrete, costeggiando una rete metallica di un chilometro piena di croci poste dai pellegrini. 
Anche io ho messo la mia. 

...mentre la sagoma di un toro di Osborne dall'alto della collina mi controlla. 

In lontananza vedo la fine della mia tappa, sono le 13:30 e sudo da morire. 

Cooperativa vitivinicola. 

Pensieri. 
In Cammino NON ci sono alcune categorie di persone: i musulmani, i fumatori, i maleducati e "le fighe di legno". Chi mi conosce sa la mia avversione a questa ultima specie di donne. 
Ci sono persone con delle storie bellissime, persone delicate, sempre col sorriso, sempre pronte a dare sostegno. 
Artisti, creativi senza spocchia, ma che ti regalano un disegno lì per lì. Ti prendono il piede e te lo curano. Avvocati col bisogno di staccare, neolaureati in attesa di impegno, neo-sposati in viaggio di nozze, donne lasciate, uomini spiantati, architetti ricchissimi, genitori con i figli, chi ha lasciato tutto per scelta, sportivi che testano la loro resistenza... 
Tutti VERI, senza sovrastrutture, spogliati di tutto, ma solo con la propria ANIMA, fragile o forte che sia. 
Li capisco dagli occhi, non dalle scarpe che non indossano... 





...e a cena Ricardo di Modena ma di origini argentine ci racconta il suo Cammino in bici. 





martedì 9 luglio 2013

6' tappa: Villamayor/Viana (30 km)

Oggi è stata dura, molto dura. 
Partenza alle 6, c'era un po' di luce. 


Dopo una decina di chilometri ho avuto il mio primo cedimento. Dopo Los Arcos, sono scoppiata a piangere, mi fanno male troppo i piedi zoppico e cammino tutta storta. Mi libero e piango... Mi chiedo se mai riuscirò ad arrivare a Santiago e soprattutto se soffrirò sempre così tanto. Poi ho bisogno di sentire la voce di Andrea e lo chiamo. Non riesco a fare finta e scoppio in un pianto liberatorio. Mi spiace farlo preoccupare, ma ne ho bisogno. Lui cerca di farmi ridere, ma non credo possa mai capire quanto mi fanno male i talloni. L'altra sera era alla sfilata di Jean Paul Gautier e io in un ostello puzzolente. Che strana la vita a volte! Chiudo la telefonata e continuo a camminare. Poi mi chiama mia madre, la quale sa delle vesciche... Non sono mai stata una mammona, ma ora in questo istante la vorrei qui, le chiederei di farmi massaggiare i piedi come quando ero piccola... Le dico che va tutto bene, ma le mamme sanno riconoscere anche il più piccolo impercettibile disturbo. 
Chiudo e ripiango. 
Mi sento come questo albero. 


Ho i piedi a fuoco, ma continuo, cambio i calzini. 


Oggi non apprezzo neanche il paesaggio, ma fotografo lo stesso, lo apprezzerò poi... 

Non sono l'unica ad avere le temute ampollas, pare essere una norma uguale per tutti. 
In questa piazzetta hanno girato una scena del film su Santiago. 

Portale barocco della chiesa de Santa Maria.
Il cartello pare fatto apposta... 
Poi c'è una svolta.  
Provo a spararmi un po' di musica nelle orecchie, metto la playlist di quando corro e tutto cambia improvvisamente. La carica entra in me e cammino a passo di musica, ci avessi pensato prima!!! 
A tratti ballo pure... ;-) 
Ho capito che se ci si concentra sugli aspetti negativi, sui dolori, non si va avanti. Cambiare punto di vista, pensare ad altro o sapere che c'è sempre una via d'uscita aiuta, fa trovare le soluzioni e a volte ti fa stare anche bene! 
Cambia la mia giornata di cammino 

...e riesco ad apprezzare anche i fiori! 

L'arrivo a Viana è quasi un miraggio, 5 chilometri lunghissimi, il sole non mi è amico e...trovo questa novità: alberque con letto a tre piani! Io sto in mezzo, ho già steso gli asciugamani.



Dopo una doccia ristoratrice e i piedi a bagno una cerveza è quello che ci vuole! 


Ore 18, oggi mi regalo un bel massaggio a tutto il corpo in un centro specializzato. 

...e domani è un altro giorno!!! 








lunedì 8 luglio 2013

5' tappa: Maneru/Villamayor (27 km)


Partenza ore 5:30. È buio, ma non ho paura, in altre situazioni o momenti avrei evitato, ma partire a quest'ora è cosa buona e giusta: oggi sono previsti 42 gradi! 


La strada porta a Cirauqui che si erge su una collina rocciosa e che conserva numerose vestigia medievali. 
Anche questo sembra un paese spettrale, nessuna persona, vabbè sono le 6...! 

Esco dal paese scendendo lungo un'antica "calzada romana" molto suggestiva quanto scomoda. I talloni mi fanno malissimo, le vesciche sembrano tagli che si aprono ad ogni passo, ce la farò ad arrivare alla prossima tappa se sono appena partita?

Il sole pian piano illumina e dopo i tantissimi campi di grano arrivano anche i vigneti. 

Ponte medievale del fiume "salado" chiamato così per le sue acque "venefiche e mortali". 

Non mi lascia mai.. 


Tornano i campi di grano. 


Villatuerta sul rio Iranzu. 

Arrivo ad Estella, chiesa del Santo Sepolcro (XII sec.) 
Particolare... 
Le famose conchas! 


...e la iglesia San Pedro de la Rua, romanica con la famosa scalinata. 
San Firmino è potentissimo qui e tutti sono stati a Pamplona ieri! 

Fino ad arrivare ad un altro "simbolo" del Cammino, la fuente del vino: se non provo non ci credo! Buonissimo...
...ma ci sono 40 gradi è mezzogiorno e...meglio non esagerare! A sinistra vino tinto e a destra acqua! 

Arzqueta si avvicina, il sole brucia, tanta sete e neanche un pellegrino all'orizzonte. I piedi sono incandescenti nonostante le scarpe tec. Vorrei tanto una piscina e mangiare.

Devo arrivare in tempo per conquistarmi un posto letto, altrimenti il prox ostello o centro abitato è a 12 chilometri...e adesso non ho più le forze. 

Villamayor conquistata, letto pure e chi ti ritrovo dopo un po'?  Erasmo e le amiche di ieri sera! 
Ritrovarsi è una festa, ci si scambiano sensazioni, dolori e gioie. Ah, due miei amici sono andati in ospedale per le zecche... Ecco, mi tengo le vesciche, le zecche no grazie!!! 


P.S. So che mi leggete in tanti e questo mi rende felice. Scrivere questo blog è diventato un momento della giornata ambitissimo perché vuol dire che sono in un albergue, c'è il wifi e sono in meritato riposo...magari coi piedi a bagno! 
Purtroppo non posso rispondervi perché dall'iPhone non si può.